Art Theraphy Statement

Sono un’arte terapeuta con formazione presso la Nuova Scuola di Arteterapia, dove ho maturato un approccio che integra la dimensione clinica, relazionale e teorica dell’arte terapia con una solida riflessione sull’origine del gesto artistico e sulle sue funzioni profonde nella vita umana.

Il mio lavoro si fonda su una concezione dell’arte come comportamento umano primario, non riducibile alla produzione di oggetti estetici né a una funzione meramente espressiva. Durante il percorso formativo ho approfondito, in particolare, gli studi che collocano l’origine dell’esperienza estetica all’interno della storia evolutiva della specie, mettendo in luce la continuità tra le prime interazioni diadiche madre–bambino e le pratiche artistiche adulte.

In questa prospettiva, l’arte terapia viene intesa come uno spazio in cui è possibile riattivare modalità di esperienza proto-estetiche: ritmo, ripetizione, sintonizzazione corporea, organizzazione temporale dell’azione. Elementi che precedono il linguaggio verbale e che svolgono una funzione centrale nella regolazione affettiva, nella costruzione del legame e nel senso di sicurezza di base. Tali aspetti, emersi in origine come adattamenti evolutivi legati alla cura e alla sopravvivenza, trovano oggi nell’arte terapia un contesto in cui possono essere accolti e trasformati.

Nel mio lavoro clinico considero il processo creativo come uno spazio transizionale, in cui il paziente può sperimentare una relazione mediata dalla materia e dal gesto, senza essere immediatamente chiamato alla verbalizzazione o alla simbolizzazione forzata. Il corpo, i materiali e il tempo dell’azione diventano strumenti di ascolto e di contatto, più che di prestazione o di risultato.

Il setting di arte terapia è per me uno spazio “sufficientemente buono”, strutturato ma non invasivo, in cui la presenza dell’arte terapeuta si declina come attenzione al ritmo, alla distanza, alla qualità della relazione. Il mio ruolo non è quello di interpretare o dirigere, ma di abitare la soglia: sostenere il processo senza appropriarmene, offrire continuità senza imporre forma.

Attraverso questa pratica, l’arte terapia si configura come un ritorno a una competenza umana originaria: la capacità di rendere significativa l’esperienza, di trasformare l’ordinario in qualcosa di condivisibile, di attraversare l’incertezza attraverso un fare che è insieme corporeo, emotivo e relazionale. È in questa continuità tra origine, relazione e cura che riconosco il cuore del mio lavoro come arte terapeuta.

Utenze

incontri individuali / online / workshop /